lunedì 6 agosto 2012

Gita a Barcellona (29/4/12 - 1/5/12)


Barcellona
Seconda città di Spagna (1.700.000 abitanti) ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una metropoli affacciata sul mare dalle tante e contraddittorie anime. L’anima catalana è la più spiccata e la rende una città gelosa della propria cultura e delle tradizioni secolari, talmente orgogliosa della propria lingua da farla sopravvivere all’oblio franchista.
La Barcellona cosmopolita è invece quella da sempre aperta alle tendenze straniere, approdate grazie ad un porto attivissimo e alla vicinanza dei confini nazionali ed interpretate qui in maniera originale. Città culturalmente vivace e protagonista di un vertiginoso progresso economico, la capitale catalana è anche espressione concreta di una continua volontà di rinnovamento (ved. l’Eixample e gli interventi per le Olimpiadi del 1992). A Barcellona si ha la possibilità, percorrendo a piedi le strade, di trovare tracce della sua storia millenaria, dalle rovine romane e della città medievale fino ad arrivare ai quartieri del modernismo catalano, con i suoi edifici caratteristici, i suoi isolati quadrati, i suoi viali alberati e le sue strade larghe. La città antica è praticamente piana mentre i quartieri più recenti acquisiscono maggiore pendenza man mano che ci si avvicina alla catena di colline retrostante.

Antoni Gaudì
Il segno della straordinarietà di Gaudì lo si ritrova anche nel modo in cui questo artista è morto: investito da un tram, quando questi andavano al massimo a 20 km all'ora. Forse quel giorno Gaudì era come sempre per la testa tra le nuvole, ad immaginare nuove e visionarie opere; quelle che lo hanno reso l'artista più emblematico ed originale di Barcellona.  Questo fà si che una parte importante del vostro viaggio nella capitale catalana debba essere dedicato a Gaudì, alle sue case e ai suoi giardini dalle architetture fantasiose, dalle forme fantastiche e surreali, dai colori che regalano alla città un tocco di magia indiscutibile.
Antoni Gaudì i Cornet nacque nel 1852 a Reus (Baix Camp, Tarragona) da una famiglia di calderai. Fin da piccolo fu attratto dai colori e dalla geometria e fu anche un attento osservatore della natura e dell'ambiente circostante: ammirava il lavoro di suo padre e di suo nonno, artigiani del rame molto abili nei lavori manuali. E proprio seguendo queste passioni che gli erano state tramandate, la sua grande immaginazione e l'abilità nei calcoli, a 17 anni andò a Barcellona a studiare architettura. Ma come tutti gli artisti geniali sollevò molte critiche e diffidenze tra i suoi professori, per il suo estro che già si iniziava a mostrare esuberante. I suoi primi lavori svegliarono l'interesse della borghesia catalana che subito confidò in lui per portare a termine opere creative e singolari. Questo fu il caso dell'industriale Eusebi Güell che lo contrattò per la costruzione di un palazzo, di una chiesa per una colonia industriale ed alcuni padiglioni per la sua residenza estiva. Inoltre, Güell gli incaricò anche il progetto della città giardino che avrebbe dovuto portare il suo nome. Ma l'opera più emblematica di Gaudi è il Tempio Espiatorio della Sagrada Familia al quale l'artista Gaudi si dedicò anima e corpo fino al resto dei suoi giorni. Ecco alcune delle opere più importanti del geniale architetto.

Sabato 29 aprile
partenza 6.30 da milano; parcheggio al Park to Fly di Orio; partenza volo Ryanair 8.35; atterraggio aeroporto di Barcellona 10.05; attesa estenuante navetta per terminal 30 minuti; check infinito della carta d’identità 30 minuti; treno per città fino a metro Sants Estaciò; metro L3 fino a Parallel; metro L2 fino a Sant Antoni; arrivo al residence Whotells in Ronda Sant Antoni 12 alle 12.30. Già stanchi!
Metro fino a Sagrada Familia e pranzo in bar/tapas Picaso in piazza; circumnavigazione della basilica e vista sulle sue due facciate, anteriore e posteriore. Spettacolare la fusione dello stile gotico con quello tipico di Gaudì con forme arrotondate e colorate.
La Sagrada Família, nome completo in lingua catalana Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia) di Barcellona, Catalogna (Spagna) è una grande basilica cattolica (minore), tuttora in costruzione, ed è uno dei capolavori dell'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città e una delle tappe obbligate del turismo di massa.È in fase di costruzione. I lavori sono cominciati nel lontano 1882 e proseguiranno ancora per molti anni, probabilmente fino al 2026. Anche se non conclusa, la chiesa è stata consacrata da papa Benedetto XVI il 7 novembre 2010.

A  piedi verso la strada Av. Diagonal, visione della facciata della splendida Casa delle Punte.
La Casa de les Punxes o Casa Terrades è un edificio progettato dall'architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, che si trova sull'Avinguda Diagonal di Barcellona. La casa fu costruita nel 1905 su incarico delle sorelle Terrades che desideravano unire tre immobili di proprietà. Puig i Cadafalch progettò un edificio d'aspetto medievale, con elementi che rimandano al gotico europeo. Una delle caratteristiche dell'edificio sono le sei torri, sormontate da guglie di forma conica, da cui il nome catalano di Casa de les punxes (Casa delle punte). Nel 1975 fu dichiarata Monumento Storico Nazionale e nel 1980 si realizzò un completo restauro dell'edificio. Essendo tuttora di proprietà privata, non è possibile visitarne l'interno.

Discesa della pg. Gracia con visione dall’esterno de La Pedrera e della casa Batllò, arrivo a Plaza Catalunya in compagnia del conte Auletta incontrato con vera e propria “carrambata”, discesa della Rambla.
La Rambla è un viale di circa 3 km che collega Plaça de Catalunya con il porto antico (Port Vell). La Rambla ha nei suoi diversi tratti nomi diversi, per cui a volte è chiamata al plurale: Les Rambles in catalano e Las Ramblas in castigliano. La Rambla è uno dei luoghi più emblematici della città, frequentatissimo tutto l'anno sia da turisti sia dagli abitanti del luogo. Si incontrano bancarelle su entrambi i lati della passeggiata centrale, personaggi strani ed eccentrici (le classiche persone-statue in versioni incredibili), chioschi che vendono piante ed animali, uccelli esotici sugli alberi e, pare, borseggiatori ovunque.
Visita all’interno del mercato della Boqueria.
Dalla Rambla de Santa Mònica si giunge al caratteristico Mercat de la Boqueria. La Boqueria, o mercato di San Josep è il mercato più popolare di Spagna e il più grande di Catalunia con i suoi 2583 metri quadrati e con più di 300 bancarelle. L'attuale copertura metallica si inaugurò nel 1914 e nel 2000 fu ulteriormente ristrutturato. Oggi la Boqueria non è solo un'attrazione turistica, ma anche un mercato dove si possono trovare prodotti altrimenti difficili da reperire. La frutta, i pesci, le spezie, la frutta secca, i cioccolati sono disposti sulle bancarelle con dovizia e ad arte come quadri dell’Arcimboldi. I colori sono spettacolari. Impossibile non comprare almeno una macedonia servita in contenitori di plastica a ben 2 euro.

In fondo alla Rambla, sosta all’obelisco Mirador de Colomb.

La Plaça d'Espanya di Barcellona è una delle più significative della capitale catalana e fu costruita durante. La piazza si trova ai piedi del Montjuïc, all'incrocio tra la Gran Via de les Corts Catalanes, l'Avinguda del Paral·lel, carrer de la Creu Coberta e carrer de Tarragona.
Il progetto del Museo Nazionale Catalano dell’Arte nasce dal “matrimonio” del Museo d’Arte di Catalogna (una collezione di opere dal Romanico al Barocco) con il Museo di Arte Moderna (opere del XIX e del XX secolo), con l’intento di lavorare al recupero e alla conservazione della storia artistica della regione. Negli anni della Guerra Civile (1936) il Museo viene trasferito nello splendido Palazzo Nazionale di Montjuic diventando Museo d’Arte di Catalogna, dove l’attuale Museo ha tuttora sede.

Ritorno alla metro in Pl. Espanya fino a metro Parallel per ricerca del ristorante La Bodegueta consigliato dalla guida Lonely Planet; trovato sotto la pioggia, cenato benissimo con grigliata carne, omelette, costata e tanta sangria ottima; ritorno in albergo stravolti (e ubriaco il parolds sr.) alle 23. Fatica immane!


Domenica 30 aprile
Sveglia alle 8.00; colazione al bar in pl. St Antoni (5 euro per succo, brioches e cappuccio); metro verso Parallel e poi Dressanes.Visita alla casa Batllò.
Brillante esempio del Modernismo catalano quest'opera venne commissionata a Gaudì dalla ricca famiglia Batllò e tutti i guadagni ottenuti dalla sua realizzazione li destinò per il grande progetto della Sagrada Familia. I materiali più classici del Modernismo sono presenti in questo edificio. Gaudì coprì tutta la facciata ed i tetti della Casa Batllò con ceramica di colori formando i suoi classici mosaici. La casa Batllò è uno degli edifici più belli del quartiere barcellonese di Eixample. Si tratta dell'abitazione della famiglia Batllò trasformata da Gaudì tra il 1904 e il 1906 e rappresentante una delle sue opere più vivaci. La forma della costruzione per la prima volta introdusse un concetto nuovo di ornamentazione che antepone il colore alla luce. La facciata è decorata con elementi molto particolari come i delicati colori dei mosaici che le donano particolari effetti cromatici che cambiano a seconda della luce. Il tetto ondulato invece, è coperto di "scaglie" ed ha le sembianze di un drago senza testa nè coda. Nel suo interno spicca l'interesse di Gaudì per le opere artigianali. 

Visita alla casa La Pedrera, previa coda di un’ora e mezza con pranzo frugale in piedi a base di baguette.
La Casa Milà, più conosciuta come "La Pedrera", è uno dei capolavori artistici di Gaudì. Costruita tra il 1906 e il 1910, anticipa in qualche modo, già lo stile della Sagrada Familia di cui si nota la somiglianza con la struttura aspra. E' composta da una serie di muri-tenda in pietra e dipinti al loro interno, con la facciata principale aperta ed ornata con grandi finestroni e balconi con ringhiere in ferro. La sua soffitta è formata da un'impressionante successione di 270 archi di mattone, in cui oggi si espone una mostra dell'architetto catalano. Questa soffitta supporta una terrazza con una splendida vista panoramica sulla via di Gracia. Per la sua straordinaria bellezza, la Pedrera è stata dichiarata "Patrimonio dell'Umanità" dall'Unesco nel 1984. 
Trasferimento in metro da Dressanes a Leppes per visita al Park Guell.
La storia di questo parco è legata all'idea del finanziere Eusebi Güell che negli anni '20 commissionò proprio a Gaudì il progetto della costruzione di una "città-giardino" in una delle sue grandi proprietà. Ma purtroppo, per una carenza di fondi, il terreno venne convertito in parco municipale. Gaudì così pensò di realizzare un'urbanizzazione in mezzo alla natura, con le forme della natura, applicando tutte le sue conoscenze e la sua creatività artistica e dando sfogo alla sua esuberante immaginazione. Il progetto non si fonda su nessuna linea retta: tutto è ondulato, storto e sinuoso, fino a creare un'atmosfera magica in cui architettura e natura si combinano in una creazione suggestiva. Le sue strutture ricordano quelle fantastiche di un fumetto, come gli stravaganti edifici che si trovano all'entrata del parco con i loro comignoli a forma di fungo, che sembrano un'allucinazione improvvisa. Da notare è anche la doppia scalinata decorata con motivi molto originali ed affiancata da fontane, che conduce a quello che doveva essere in precedenza, il mercato della città-giardino(sala hipostila - spazio destinato a mercato). Questo spazio contiene una grande terrazza con una vista panoramica sulla metropoli. Ma la fantasia dell'artista continua ad esprimersi nella Sala de las Columnas: insieme di enormi colonne doriche separate le une dalle altre da spazi misteriosi e sovrastati da un tetto ondulato, come la famosa panchina. Chiunque ha visitato il Parque Güell ha scattato almeno una foto su questa straordinaria opera d'arte: si tratta di una sinuosa e ondulata costruzione, decorata con pezzetti di ceramica, piastrelle e mosaici colorati che le danno un aspetto surreale. Uno degli elementi più suggestivi del giardino Gaudì restano forse le gallerie preistoriche in pietra e terra che dimostrano il creativo ed indiscutibile talento dell'artista. Il Parc Güell è senza dubbio l'opera più grande ed estesa dell'architetto. 

Trasferimento in metro da Leppes a Pg. De Gracia e da qui a Ciutadella vila olimpica; passeggiata su lungo mare e sosta meritata in spiaggia al sole tiepido.
Da qui ripresa passeggiata verso ristorante in zona porto Barceloneta; quello indicato dalla guida 7 Portes dava l’idea di essere notevole ma un’ora di attesa ci ha fatto desistere e ad optare per un altro scelto rigorosamente a casaccio; scelto L’Arros con paella e sangria a volontà per tutti (tranne che per me); ritorno in albergo stravolti ma sobri (tutti) e crollo dopo l’ennesima citrosodina.

Lunedì 1 maggio
Sveglia alle 8.00; colazione al bar in pl. St Antoni; parcheggiate le valige nell’ufficio della Wxxxxx; poi a piedi verso Pl. Catalunya; magliette all’Hard Rock Cafè; discesa sulla rambla a ricercare il Palazzo Guell inutilmente in quanto chiuso e mirabile solo dall’esterno
Il Palazzo Güell (1886-1889) era la residenza antica del conte Güell, mecenate illustre di Gaudì. L'artista, per la costruzione di questo edificio, progettò un spazio maestoso ma nello stesso tempo, accogliente ed elegante. Esso rappresenta una prima dimostrazione di quello che sarebbe stata poi la sua architettura: materiali eccentrici, giochi di colori e colonne che si sovrappongono, cupole luminose, ornamenti in legno e ferro battuto e per la prima volta le superfici sono ricoperte da pezzi di ceramica variopinta. L'insieme è decorato con esuberanza grazie all'uso di caratteristici elementi di vetro, come il suo interno fatto di pavimenti in mosaico di ceramica, dei cancelli tipici del modernismo e degli archi parabolici all'ingresso. Prima grande creazione dell'artista in uno stile tra il gotico e il musulmano, il palazzo è una struttura molto prestigiosa, fatta di colonne di marmo, un'infinità quasi surreale di camini sul tetto e il soffitto traforato da persiane. Un particolare è costituito dal pipistrello in cima al camino che, secondo la leggenda, era un simbolo del re Jaume I che lo avvertiva in caso di aggressioni inaspettate. Oggi l'edificio ospita il Museo d'arte drammatica.
Teatro de Liceu.
Visita imperdibile al quartiere del Barrio Gotico
Plaza Reyal
Quartiere dall'indiscutibile storia che, per il suo splendido labirinto di stradine, deve essere visitato esclusivamente a piedi, il Barrio Gotico occupa la zona che era precedentemente di un antico villaggio romano fortificato. Entrando dalla Rambla di Sant Josep per la Carrer de Portaferrissa, arriverete direttamente a Placa Nova. Da qui inizia la vostra esplorazione del Barrio Gotico. Potete scegliere di seguire un itinerario o perdervi nelle stradine. In ogni caso, dovete sapere che il centro del quartiere è la Plaza del Rei, da cui si accede al Palau Reial Major ed alla Cappella Reale. Questo spazio è definito come "la più nobile unità urbana della Barcellona vecchia". Vicino alla piazzetta si trova il Museu d'Història della Ciutat. Altri posti di interesse sono quelli formati dalla  e dai suoi dintorni, con la chiesa romanica di Santa Lúcia.
Piazza con pazzo rapper
La Plaza de Sant Jaume, situata nel centro del quartiere è la zona dove si trovano la Casa della Ciutat o Ajuntament (ovvero il Comune) ed il Palau della Generalitat.
Cattedrale
Santa Maria del Mar: Santa María del Mar è l’unica chiesa in stile Gotico-Catalano perfettamente finita. Le altre sono tutte opere incomplete. Si trova traccia della costruzione di questo tempio in un documento dell'anno 998. Opera dell'architetto Berenguer di Montagut, fu costruita per celebrare la conquista della Sardegna, che completava il predominio catalano nel Mediterraneo. Con la Sardegna, la Catalogna completava un’espansione iniziata cento anni prima con la conquista di Maiorca e che si sarebbe estesa fino al dominio sulla Sicilia e la Grecia. Nelle facciate della chiesa troviamo le caratteristiche peculiari del gotico catalano. L'interno della chiesa è di una bellezza straordinaria e possiede un'acustica particolare, che fa di questo edificio religioso un spazio idoneo per concerti, non solo religiosi. In molte occasioni si può ascoltare jazz, oltre a concerti di musica classica ed orientale.
Ajuntament - Il Municipio La Casa della Ciutat, antica sede del Consell di Cent, è un susseguirsi di meravigliosi stili: dalla prima Sala dels Cent Juratsdel 1373, fino alla facciata della piazza di Sant Jaume, di stile neoclassicista. Potrete notare che la porta è limitata da due statue rappresentanti Jaime I ed il consigliere Joan Fiveller, mentre dell'interno dell'edificio si sottolineano due saloni: il Salò di Cròniques, decorato da Josep Maria Sert e il Salò di Cent. Invece al pianterreno, nella Sala di Les Quatre Estacions c'è l'Ufficio Informazioni del Turismo di Barcellona.
La Cattedrale La cattedrale che si erge maestosa nel Barrio Gotico è il simbolo del quartiere ed è una struttura risalente al XIV secolo.Le parti più antiche sono la porta di Sant Iu e la facciata principale, completata nel 1890; ma meritano un'attenta visita anche l'altare principale, il campanile e il chiostro del XV secolo, la cripta di Santa Eulàlia (una delle due patrone di Barcellona) e la porta della Pietat che dà accesso al chiostro. Si deve sapere che l'edificio gotico è situato dove prima c'era una basilica paleocristiana, distrutta nell'anno 958 e della quale oggi, resta solo il battistero. 
Plaza del Rei Nella Plaza Del Rei, cuore del Barrio Gotico, potrete visitare il magnifico insieme monumentale del Palau Reial Major, con le sale delle Voltes Romàniques, il Salò del Tinell, la Cappella di Santa Ágata e la Torre di Rei Martí, ed il Palau del Lloctinent, accanto al Museu d'Història della Ciutat.
Palau della Generalitat È la sede della Generalitat di Catalunya, il Governo Autonomo della Catalogna. Edificio più volte ristrutturato che contiene diversi elementi gotici, gotici fiammeggianti, rinascimentali e barocchi, come la sua facciata che è rinascimentale. Meritano sicuramente molta attenzione il Pati dels Tarongers (Patio degli Aranci), la Sala Daurada, il Consistori Major e il Salò di Sant Jordi in cui una visita è d'obbligo.

A piedi fino a Parallel e da qui presa la Funicolar fino al Parc de Montjuic e da qui la teleferica fino alla fortezza sulla sommità; vista mozzafiato su tutta la città e sul porto.
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Ridiscesa; metro fino a Glories per vedere nella Pl. Glories Catalanes il grattacielo detto “la zucchina” la Torre Agbar
Recupero dei bagagli; in metro fino a metro Sant Estaciò; da qui treno fino a Girona 19.00; niente pulmann e quindi taxi (20 minuti ca. 29 euro) fino all’aeroporto di Girona; qui cena da Mc; magnete nel duty free, partenza in ritardo di mezz’ora alle 23; arrivo a Orio alle 00.15; recupero rapido dell’auto e ritorno a Milano all’una.
Fine



Barcellona: l'Eixample
Eixample, il quartiere di Cerdà, sognatore razionale
Visto dall'alto, l'Eixample è una fitta rete di larghe stradeperpendicolari e uniformi attraversate ai lati da due diagonali che si uniscono a Placa de les Glorie Catalanes. Ildefonso Cerdà, l'ingegnere che progettò questo quartiere, in fondo era un"sognatore razionale", nonché un borghese illuminato. Col suo piano urbanistico voleva progettare una città moderna, ampia, luminosa e arieggiata in cui non ci fossero differenze tra i quartieri. Una sorta di città ugualitaria con gli stessi servizi previsti uniformemente a tutti gli angoli.
Con molto rigore, il giovane ingegnere ripartì uniformemente le zone dei servizi, come i mercati, i centri sociali, le chiese ed i parchi. Inoltre stabilì che le case non avessero più di tre piani di altezza e fossero circondate dai giardini, perché Cerdà considerava che la salute dei cittadini dipendesse dal poter vivere in case molto illuminate in cui circolasse l'aria pulita dei giardini circostanti, uno degli elementi principali del progetto della nuova città; oltre agli alberi ed ai giardini, era previsto per ogni quartiere un grande parco. Cerdà pensò a strade spaziose in cui potevano circolare liberamente i carri ed i cavalli e che oggi sono ideali anche per il caotico traffico di Barcellona. Inoltre, Cerdà voleva creare una città che avesse edifici preziosi e case che, seppure semplici, possedessero un dettaglio significativo dell'architettura.
Storia e origini dell'Eixample
L'Eixample, anche chiamato Ensache in catalano, è il frutto della crescita e dell'ampliamento di Barcellona. Racchiusa tra le vecchie mura, a meta del 1800 sembrava che la città stesse per scoppiare.Molti si convinsero che la sovrappopolazione a cui andava incontro la città poteva sanarsi solo con l'abbattimento delle muraglie. Il piano di ampliamento di Cerdà non era destinato solo allo spazio che oggi occupa il quartiere dell'Eixample, ma prevedeva anche un ingrandimento tra Montjuic ed il fiume Besòs, includendo Sant Martì. Benché il progetto del giovane Cerdà fosse prestigioso e utile, non venne accettato dalla città che non apprezzò tale imposizione del governo centrale. Così il piano Cerdà, in principio pensato per tutta la città, si limitò solo alla zona che oggi va da Plaza Catalunya fino al viale Diagonal.L'Eixample, che significa appunto "ingrandimento", divenne il segno della borghesia in crescita che ne fece il suo quartiere e che introdusse nelle sue abitazioni un stile proprio, il modernismo, riflesso di quel particolare momento culturale.
L'Eixample quartiere modernista
L'architettura modernista mescolava le nuove tecniche ed i materiali del momento con le diverse tecniche decorative tradizionali: gli stucchi, le vetrate, il ferro. Si trattava di una nuova architettura e di un nuovo concetto di spazio che raccoglieva le antiche tecniche della tradizione e quelle più nuove, tutto in un'armonica libertà creativa. Quando il quartiere iniziò ad essere abitato, la borghesia barcellonese vide il posto come un'elegante zona lontana dal disordine cittadino e per questo le famiglie più ricche incominciarono ad incaricare gli architetti del momento, come Gaudì o Lluìs Domènech i Montaner, di costruire le loro residenze proprio nell'Eixample. Fu così che il Modernismo arrivò nel centro della città con la creazione delle splendide Casa Batllo, Casa Milà o Casa Amatller, che da residenze private del passato sono diventate oggi monumenti di grande suggestione. Nel cosiddetto "quadrato d'oro" che va da Passeig De Sant Joan e Carrer Muntaner da una parte e Avenguida Diagonal e le Rondes dall'altra, sono state catalogate circa 150 opere architettoniche dello stile Modernista. Per questo l'Eixample è stato considerato un vero e proprio museo all'aperto, che oltre alla vivacità fatta di negozi eleganti, locali alla moda e ristoranti, crea un nuovo stile che si allontana dalla monotonia che aveva dominato fino a quel momento, per aprirsi ad un nuovo orizzonte culturale.