Barcellona
Seconda città di Spagna
(1.700.000 abitanti) ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una
metropoli affacciata sul mare dalle tante e contraddittorie anime. L’anima
catalana è la più spiccata e la rende una città gelosa della propria cultura e
delle tradizioni secolari, talmente orgogliosa della propria lingua da farla
sopravvivere all’oblio franchista.
La Barcellona cosmopolita è
invece quella da sempre aperta alle tendenze straniere, approdate grazie ad un
porto attivissimo e alla vicinanza dei confini nazionali ed interpretate qui in
maniera originale. Città culturalmente vivace e protagonista di un vertiginoso
progresso economico, la capitale catalana è anche espressione concreta di una
continua volontà di rinnovamento (ved. l’Eixample e gli interventi per le
Olimpiadi del 1992). A Barcellona si ha la possibilità, percorrendo a piedi le
strade, di trovare tracce della sua storia millenaria, dalle rovine romane e
della città medievale fino ad arrivare ai quartieri del modernismo
catalano, con i suoi
edifici caratteristici, i suoi isolati quadrati, i suoi viali alberati e le sue
strade larghe. La città antica è praticamente piana mentre i quartieri più
recenti acquisiscono maggiore pendenza man mano che ci si avvicina alla catena
di colline retrostante.
Antoni Gaudì
Il segno della straordinarietà di
Gaudì lo si ritrova anche nel modo in cui questo artista è morto: investito da
un tram, quando questi andavano al massimo a 20 km all'ora. Forse quel giorno
Gaudì era come sempre per la testa tra le nuvole, ad immaginare nuove e
visionarie opere; quelle che lo hanno reso l'artista più emblematico ed
originale di Barcellona. Questo fà si che una parte
importante del vostro viaggio nella capitale catalana debba essere dedicato a
Gaudì, alle sue case e ai suoi giardini dalle architetture fantasiose, dalle
forme fantastiche e surreali, dai colori che regalano alla città un tocco di
magia indiscutibile.
Antoni Gaudì i Cornet nacque
nel 1852 a Reus (Baix Camp, Tarragona) da una famiglia di calderai. Fin da
piccolo fu attratto dai colori e dalla geometria e fu anche un attento
osservatore della natura e dell'ambiente circostante: ammirava il lavoro di suo
padre e di suo nonno, artigiani del rame molto abili nei lavori manuali. E
proprio seguendo queste passioni che gli erano state tramandate, la sua grande
immaginazione e l'abilità nei calcoli, a 17 anni andò a Barcellona a studiare
architettura. Ma come tutti gli artisti geniali sollevò molte critiche e
diffidenze tra i suoi professori, per il suo estro che già si iniziava a
mostrare esuberante. I suoi primi lavori svegliarono l'interesse della
borghesia catalana che subito confidò in lui per portare a termine opere
creative e singolari. Questo fu il caso dell'industriale Eusebi
Güell che lo contrattò per la costruzione di un palazzo, di una chiesa per
una colonia industriale ed alcuni padiglioni per la sua residenza estiva.
Inoltre, Güell gli incaricò anche il progetto della città giardino che avrebbe
dovuto portare il suo nome. Ma l'opera più emblematica di Gaudi è il Tempio
Espiatorio della Sagrada Familia al quale l'artista Gaudi si dedicò anima
e corpo fino al resto dei suoi giorni. Ecco alcune delle opere più importanti
del geniale architetto.
Sabato 29 aprile
partenza 6.30 da milano; parcheggio al Park to Fly di Orio;
partenza volo Ryanair 8.35; atterraggio aeroporto di Barcellona 10.05; attesa estenuante
navetta per terminal 30 minuti; check infinito della carta d’identità 30
minuti; treno per città fino a metro Sants Estaciò; metro L3 fino a Parallel;
metro L2 fino a Sant Antoni; arrivo al residence Whotells in Ronda Sant Antoni
12 alle 12.30. Già stanchi!
Metro fino a Sagrada
Familia e pranzo in bar/tapas Picaso in piazza; circumnavigazione della basilica
e vista sulle sue due facciate, anteriore e posteriore. Spettacolare la fusione
dello stile gotico con quello tipico di Gaudì con forme arrotondate e colorate.
La Sagrada Família, nome completo in lingua catalana Temple Expiatori de
la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia) di Barcellona, Catalogna (Spagna) è una grande basilica cattolica (minore), tuttora
in costruzione, ed è uno dei capolavori dell'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente
del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo
stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città e
una delle tappe obbligate del turismo di massa.È in fase di costruzione. I
lavori sono cominciati nel lontano 1882 e proseguiranno ancora per molti anni,
probabilmente fino al 2026. Anche se non conclusa, la chiesa è stata consacrata
da papa Benedetto XVI il 7 novembre 2010.
A
piedi verso la strada Av. Diagonal,
visione della facciata della splendida Casa delle Punte.
La Casa de les
Punxes o Casa Terrades è un edificio progettato dall'architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, che si trova sull'Avinguda Diagonal di Barcellona. La casa fu
costruita nel 1905 su incarico delle
sorelle Terrades che desideravano unire tre immobili di proprietà. Puig i
Cadafalch progettò un edificio d'aspetto medievale, con elementi che rimandano
al gotico europeo. Una delle
caratteristiche dell'edificio sono le sei torri, sormontate da guglie di forma
conica, da cui il nome catalano di Casa de les
punxes (Casa delle punte). Nel 1975 fu dichiarata Monumento Storico Nazionale e nel 1980 si realizzò un completo restauro dell'edificio.
Essendo tuttora di proprietà privata, non è possibile visitarne l'interno.
Discesa della pg. Gracia con
visione dall’esterno de La Pedrera e della casa Batllò, arrivo a Plaza
Catalunya in compagnia del conte Auletta incontrato con vera e propria
“carrambata”, discesa della Rambla.
La Rambla è un viale
di circa 3 km che collega Plaça de Catalunya con il porto antico (Port Vell). La Rambla ha nei
suoi diversi tratti nomi diversi, per cui a volte è chiamata al plurale: Les
Rambles in catalano e Las Ramblas in castigliano. La Rambla è uno dei luoghi
più emblematici della città, frequentatissimo tutto l'anno sia da turisti sia
dagli abitanti del luogo. Si incontrano bancarelle su entrambi i lati della
passeggiata centrale, personaggi strani ed eccentrici (le classiche
persone-statue in versioni incredibili), chioschi che vendono piante ed
animali, uccelli esotici sugli alberi e, pare, borseggiatori ovunque.
Visita all’interno
del mercato della Boqueria.
Dalla Rambla de
Santa Mònica si giunge al caratteristico Mercat de la Boqueria. La Boqueria, o mercato di San Josep è il mercato
più popolare di Spagna e il più grande di Catalunia con i suoi 2583 metri
quadrati e con più di 300 bancarelle. L'attuale copertura metallica si inaugurò
nel 1914 e nel 2000 fu ulteriormente ristrutturato. Oggi la Boqueria non è solo
un'attrazione turistica, ma anche un mercato dove si possono trovare prodotti
altrimenti difficili da reperire. La frutta, i pesci, le spezie, la frutta
secca, i cioccolati sono disposti sulle bancarelle con dovizia e ad arte come
quadri dell’Arcimboldi. I colori sono spettacolari. Impossibile non comprare
almeno una macedonia servita in contenitori di plastica a ben 2 euro.
In fondo alla Rambla, sosta all’obelisco Mirador de
Colomb.
La Plaça d'Espanya
di Barcellona è una delle più
significative della capitale catalana e fu costruita
durante. La piazza si trova ai piedi del Montjuïc, all'incrocio tra
la Gran Via de les Corts Catalanes, l'Avinguda del Paral·lel, carrer de la Creu Coberta e carrer de Tarragona.
Il
progetto del Museo Nazionale Catalano dell’Arte nasce dal “matrimonio” del
Museo d’Arte di Catalogna (una collezione di opere dal Romanico al Barocco) con
il Museo di Arte Moderna (opere del XIX e del XX secolo), con l’intento di
lavorare al recupero e alla conservazione della storia artistica della regione.
Negli anni della Guerra Civile (1936) il Museo viene trasferito nello splendido
Palazzo Nazionale di Montjuic diventando Museo d’Arte di Catalogna, dove
l’attuale Museo ha tuttora sede.
Ritorno alla metro in Pl. Espanya fino a metro
Parallel per ricerca del ristorante La Bodegueta consigliato dalla guida Lonely
Planet; trovato sotto la pioggia, cenato benissimo con grigliata carne,
omelette, costata e tanta sangria ottima; ritorno in albergo stravolti (e
ubriaco il parolds sr.) alle 23. Fatica immane!
Domenica 30 aprile
Sveglia alle 8.00; colazione al bar in pl. St Antoni
(5 euro per succo, brioches e cappuccio); metro verso Parallel e poi Dressanes.Visita alla casa Batllò.
Brillante esempio del Modernismo
catalano quest'opera venne commissionata a Gaudì dalla ricca famiglia Batllò e
tutti i guadagni ottenuti dalla sua realizzazione li destinò per il grande
progetto della Sagrada Familia. I materiali più classici del Modernismo sono
presenti in questo edificio. Gaudì coprì tutta la facciata ed i tetti della
Casa Batllò con ceramica di colori formando i suoi classici mosaici. La casa Batllò è uno degli edifici più belli
del quartiere barcellonese di Eixample. Si tratta dell'abitazione della
famiglia Batllò trasformata da Gaudì tra il 1904 e il 1906 e rappresentante una
delle sue opere più vivaci. La forma della costruzione per la prima volta
introdusse un concetto nuovo di ornamentazione che antepone il colore alla
luce. La facciata è decorata con elementi molto particolari come i delicati
colori dei mosaici che le donano particolari effetti cromatici che cambiano a
seconda della luce. Il tetto
ondulato invece, è coperto di "scaglie" ed ha le
sembianze di un drago senza testa nè coda. Nel suo interno spicca l'interesse
di Gaudì per le opere artigianali.
Visita alla casa La Pedrera, previa coda di un’ora e
mezza con pranzo frugale in piedi a base di baguette.
La Casa Milà, più conosciuta come
"La Pedrera", è uno dei capolavori artistici di Gaudì. Costruita tra
il 1906 e il 1910, anticipa in qualche modo, già lo stile della Sagrada Familia
di cui si nota la somiglianza con la struttura aspra. E' composta da una serie
di muri-tenda in pietra e dipinti al loro interno, con la facciata
principale aperta ed ornata con grandi finestroni e balconi con ringhiere in
ferro. La sua soffitta è formata da un'impressionante successione di 270
archi di mattone, in cui oggi si espone una mostra dell'architetto
catalano. Questa soffitta supporta una terrazza con una splendida vista
panoramica sulla via di Gracia. Per la sua straordinaria bellezza, la Pedrera è
stata dichiarata "Patrimonio
dell'Umanità" dall'Unesco nel 1984.
Trasferimento in metro da Dressanes a Leppes per visita
al Park Guell.
La storia di questo parco è legata
all'idea del finanziere Eusebi Güell che negli anni '20 commissionò proprio a
Gaudì il progetto della costruzione di una "città-giardino" in
una delle sue grandi proprietà. Ma purtroppo, per una carenza di fondi, il
terreno venne convertito in parco municipale. Gaudì così pensò di realizzare
un'urbanizzazione in mezzo alla natura, con le forme della natura, applicando
tutte le sue conoscenze e la sua creatività artistica e dando sfogo alla sua
esuberante immaginazione. Il progetto non si fonda su nessuna linea
retta: tutto è ondulato, storto e sinuoso, fino a creare un'atmosfera
magica in cui architettura e natura si combinano in una creazione
suggestiva. Le sue strutture ricordano quelle fantastiche di un fumetto,
come gli stravaganti edifici che si trovano all'entrata del parco con i loro
comignoli a forma di fungo, che sembrano un'allucinazione improvvisa. Da notare
è anche la doppia scalinata decorata
con motivi molto originali ed affiancata da fontane, che conduce a quello che
doveva essere in precedenza, il mercato
della città-giardino(sala hipostila - spazio destinato a mercato).
Questo spazio contiene una grande terrazza con una vista panoramica sulla
metropoli. Ma la fantasia dell'artista continua ad esprimersi nella Sala de las Columnas: insieme di
enormi colonne doriche separate le une dalle altre da spazi misteriosi e
sovrastati da un tetto ondulato, come la famosa panchina. Chiunque ha visitato
il Parque Güell ha
scattato almeno una foto su questa straordinaria opera d'arte: si tratta di una
sinuosa e ondulata costruzione, decorata con pezzetti di ceramica, piastrelle e mosaici
colorati che le danno un aspetto surreale. Uno degli elementi più
suggestivi del giardino Gaudì restano forse le gallerie preistoriche in pietra
e terra che dimostrano il creativo ed indiscutibile talento dell'artista.
Il Parc Güell è senza
dubbio l'opera più grande ed estesa dell'architetto.
Trasferimento in metro da Leppes a Pg. De Gracia e da
qui a Ciutadella vila olimpica; passeggiata su lungo mare e sosta meritata in
spiaggia al sole tiepido.
Da qui ripresa passeggiata verso ristorante in zona
porto Barceloneta; quello indicato dalla guida 7 Portes dava l’idea di essere
notevole ma un’ora di attesa ci ha fatto desistere e ad optare per un altro
scelto rigorosamente a casaccio; scelto L’Arros con paella e sangria a volontà
per tutti (tranne che per me); ritorno in albergo stravolti ma sobri (tutti) e
crollo dopo l’ennesima citrosodina.
Lunedì 1 maggio
Sveglia alle 8.00; colazione al bar in pl. St Antoni;
parcheggiate le valige nell’ufficio della Wxxxxx; poi a piedi verso Pl.
Catalunya; magliette all’Hard Rock Cafè; discesa sulla rambla a ricercare il
Palazzo Guell inutilmente in quanto chiuso e mirabile solo dall’esterno
Il Palazzo Güell (1886-1889) era la
residenza antica del conte Güell, mecenate illustre di Gaudì. L'artista, per la
costruzione di questo edificio, progettò un spazio maestoso ma nello stesso
tempo, accogliente ed elegante. Esso rappresenta una prima dimostrazione di
quello che sarebbe stata poi la sua architettura: materiali eccentrici, giochi
di colori e colonne che si sovrappongono, cupole luminose, ornamenti in legno e
ferro battuto e per la prima volta le superfici sono ricoperte da pezzi di
ceramica variopinta. L'insieme è decorato con esuberanza grazie all'uso di
caratteristici elementi di vetro, come il suo interno fatto di pavimenti in
mosaico di ceramica, dei cancelli tipici del modernismo e degli archi
parabolici all'ingresso. Prima grande
creazione dell'artista in uno stile tra il gotico e il musulmano,
il palazzo è una struttura molto prestigiosa, fatta di colonne di marmo,
un'infinità quasi surreale di camini sul tetto e il soffitto traforato da
persiane. Un particolare è costituito dal pipistrello in cima al camino che,
secondo la leggenda, era un simbolo del re Jaume I che lo avvertiva in caso di
aggressioni inaspettate. Oggi l'edificio ospita il Museo d'arte drammatica.
Teatro de Liceu.
Visita imperdibile al quartiere del Barrio Gotico
Plaza Reyal
Quartiere
dall'indiscutibile storia che, per il suo splendido labirinto di stradine, deve
essere visitato esclusivamente a piedi, il Barrio Gotico occupa la zona che era
precedentemente di un antico villaggio romano fortificato. Entrando dalla
Rambla di Sant Josep per la Carrer de Portaferrissa, arriverete direttamente a
Placa Nova. Da qui inizia la vostra esplorazione del Barrio Gotico. Potete
scegliere di seguire un itinerario o perdervi nelle stradine. In ogni caso,
dovete sapere che il centro del quartiere è la Plaza del Rei, da cui si
accede al Palau Reial
Major ed alla Cappella Reale. Questo spazio è definito
come "la più nobile unità urbana della Barcellona vecchia". Vicino
alla piazzetta si trova il Museu
d'Història della Ciutat. Altri posti di interesse sono quelli
formati dalla e dai suoi dintorni, con la chiesa romanica di Santa Lúcia.
Piazza con
pazzo rapper
La Plaza de Sant Jaume, situata
nel centro del quartiere è la zona dove si trovano la Casa della Ciutat o Ajuntament (ovvero il
Comune) ed il Palau della
Generalitat.
Cattedrale
Santa Maria del Mar: Santa María
del Mar è l’unica chiesa in stile Gotico-Catalano perfettamente finita. Le
altre sono tutte opere incomplete. Si trova traccia della costruzione di questo
tempio in un documento dell'anno 998. Opera dell'architetto Berenguer di
Montagut, fu costruita per celebrare la conquista della Sardegna, che
completava il predominio catalano nel Mediterraneo. Con la Sardegna, la
Catalogna completava un’espansione iniziata cento anni prima con la conquista
di Maiorca e che si sarebbe estesa fino al dominio sulla Sicilia e la Grecia.
Nelle facciate della chiesa troviamo le caratteristiche peculiari del gotico
catalano. L'interno della chiesa è di una bellezza straordinaria e possiede
un'acustica particolare, che fa di questo edificio religioso un spazio idoneo
per concerti, non solo religiosi. In molte occasioni si può ascoltare jazz,
oltre a concerti di musica classica ed orientale.
Ajuntament -
Il Municipio La Casa della Ciutat, antica sede del Consell di Cent, è un susseguirsi
di meravigliosi stili: dalla prima Sala dels Cent Juratsdel 1373, fino alla
facciata della piazza di Sant Jaume, di stile neoclassicista. Potrete notare
che la porta è limitata da due statue rappresentanti Jaime I ed il
consigliere Joan
Fiveller, mentre dell'interno dell'edificio si sottolineano due saloni:
il Salò di
Cròniques, decorato da Josep Maria Sert e il Salò di Cent. Invece al
pianterreno, nella Sala di Les Quatre Estacions c'è l'Ufficio Informazioni del Turismo di
Barcellona.
La
Cattedrale La cattedrale che si erge maestosa nel Barrio Gotico è il simbolo del
quartiere ed è una struttura risalente al XIV secolo.Le parti più antiche sono
la porta di Sant Iu e la facciata principale, completata nel 1890; ma meritano un'attenta
visita anche l'altare principale, il campanile e il chiostro del XV secolo, la cripta
di Santa Eulàlia (una delle due patrone di Barcellona) e la porta della Pietat che dà accesso al chiostro. Si deve
sapere che l'edificio gotico è situato dove prima c'era una basilica paleocristiana, distrutta
nell'anno 958 e della quale oggi, resta solo il battistero.
Plaza del
Rei Nella Plaza Del Rei, cuore del
Barrio Gotico, potrete visitare il magnifico insieme monumentale del Palau
Reial Major, con le sale delle Voltes
Romàniques, il Salò del Tinell, la Cappella di Santa Ágata e la Torre di Rei Martí, ed il Palau del Lloctinent, accanto al Museu d'Història della Ciutat.
Palau della
Generalitat È la sede della Generalitat di Catalunya, il Governo Autonomo della
Catalogna. Edificio più volte ristrutturato che contiene diversi elementi
gotici, gotici fiammeggianti, rinascimentali e barocchi, come la sua facciata
che è rinascimentale. Meritano sicuramente molta attenzione il Pati dels Tarongers (Patio degli Aranci), la Sala
Daurada, il Consistori Major e
il Salò di Sant Jordi in cui una
visita è d'obbligo.
A piedi fino a
Parallel e da qui presa la Funicolar fino al Parc de Montjuic e da qui la teleferica fino alla fortezza sulla
sommità; vista mozzafiato su tutta la città e sul porto.
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Ridiscesa; metro
fino a Glories per vedere nella Pl.
Glories Catalanes il grattacielo detto “la zucchina” la Torre Agbar
Recupero dei bagagli; in metro fino a
metro Sant Estaciò; da qui treno fino a Girona 19.00; niente pulmann e quindi
taxi (20 minuti ca. 29 euro) fino all’aeroporto di Girona; qui cena da Mc;
magnete nel duty free, partenza in
ritardo di mezz’ora alle 23; arrivo a Orio alle 00.15; recupero rapido
dell’auto e ritorno a Milano all’una.
Fine
Barcellona:
l'Eixample
Eixample, il quartiere di Cerdà,
sognatore razionale
Visto dall'alto, l'Eixample è una fitta rete
di larghe stradeperpendicolari e uniformi attraversate ai lati da due
diagonali che si uniscono a Placa de les Glorie Catalanes. Ildefonso
Cerdà, l'ingegnere che progettò questo quartiere, in fondo era un"sognatore
razionale", nonché un borghese illuminato. Col suo piano urbanistico
voleva progettare una città moderna, ampia, luminosa e arieggiata in
cui non ci fossero differenze tra i quartieri. Una sorta di città ugualitaria
con gli stessi servizi previsti uniformemente a tutti gli angoli.
Con molto rigore, il giovane ingegnere ripartì uniformemente le
zone dei servizi, come i mercati, i centri sociali, le chiese ed i parchi.
Inoltre stabilì che le case non avessero più di tre piani di altezza e fossero
circondate dai giardini, perché Cerdà considerava che la salute dei cittadini
dipendesse dal poter vivere in case molto illuminate in cui circolasse l'aria
pulita dei giardini circostanti, uno degli elementi principali del progetto
della nuova città; oltre agli alberi ed ai giardini, era previsto per
ogni quartiere un grande parco. Cerdà pensò a strade spaziose in cui
potevano circolare liberamente i carri ed i cavalli e che oggi sono ideali
anche per il caotico traffico di Barcellona. Inoltre, Cerdà voleva creare una
città che avesse edifici preziosi e case che, seppure semplici, possedessero un
dettaglio significativo dell'architettura.
Storia e origini dell'Eixample
L'Eixample, anche chiamato Ensache in catalano,
è il frutto della crescita e dell'ampliamento di Barcellona. Racchiusa tra le
vecchie mura, a meta del 1800 sembrava che la città stesse per scoppiare.Molti
si convinsero che la sovrappopolazione a cui andava incontro la città poteva
sanarsi solo con l'abbattimento delle muraglie. Il piano di ampliamento di
Cerdà non era destinato solo allo spazio che oggi occupa il quartiere
dell'Eixample, ma prevedeva anche un ingrandimento tra Montjuic ed il fiume
Besòs, includendo Sant Martì. Benché il progetto del giovane Cerdà fosse
prestigioso e utile, non venne accettato dalla città che non apprezzò tale
imposizione del governo centrale. Così il piano Cerdà, in principio pensato per
tutta la città, si limitò solo alla zona che oggi va da Plaza Catalunya fino
al viale Diagonal.L'Eixample, che significa appunto
"ingrandimento", divenne il segno della borghesia in crescita che
ne fece il suo quartiere e che introdusse nelle sue abitazioni un stile
proprio, il modernismo, riflesso di quel particolare momento
culturale.
L'Eixample quartiere modernista
L'architettura modernista mescolava le nuove
tecniche ed i materiali del momento con le diverse tecniche decorative
tradizionali: gli stucchi, le vetrate, il ferro. Si trattava di una nuova
architettura e di un nuovo concetto di spazio che raccoglieva le antiche
tecniche della tradizione e quelle più nuove, tutto in un'armonica libertà
creativa. Quando il quartiere iniziò ad essere abitato, la borghesia
barcellonese vide il posto come un'elegante zona lontana dal disordine cittadino
e per questo le famiglie più ricche incominciarono ad incaricare gli architetti
del momento, come Gaudì o Lluìs Domènech i Montaner, di costruire le loro
residenze proprio nell'Eixample. Fu così che il Modernismo arrivò nel centro
della città con la creazione delle splendide Casa Batllo, Casa Milà o
Casa Amatller, che da residenze private del passato sono diventate oggi
monumenti di grande suggestione. Nel cosiddetto "quadrato d'oro"
che va da Passeig De Sant Joan e Carrer Muntaner da una parte e Avenguida
Diagonal e le Rondes dall'altra, sono state catalogate circa 150 opere
architettoniche dello stile Modernista. Per questo l'Eixample è stato
considerato un vero e proprio museo all'aperto, che oltre alla vivacità fatta
di negozi eleganti, locali alla moda e ristoranti, crea un nuovo stile che si
allontana dalla monotonia che aveva dominato fino a quel momento, per aprirsi
ad un nuovo orizzonte culturale.